Non ti preoccupare…

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Sento parlare di disabilità da quando ero piccola, ricordo che allora mi sembrava “normale” sentire parlare di bambini come me, in quanto eravamo vissuti non come bambini che avevano un problema, ma come bambini che erano un problema.
La parola “problema” sovrastava la parola “bambina”, bambina era un aggettivo e “problema” o i suoi sinonimi erano un sostantivo. La maggior parte dei disabili durante il proprio percorso esistenziale tende a sovvertire questa barriera, ovvero il concetto che non si é il problema ma si ha un problema.

Per la madre sei un senso di colpa
Per il padre sei un figlio che deve sempre ri-nascere
Per la società sei un peso economico
Per un medico sei un corpo da curare
Per la scuola sei “un caso”
Per la badante sei un lavoro
Per l’altro non ci sei
Per te stesso sei un limite ovvero…. un problema
Quindi….. la barriera esiste in ognuno di noi.
La soluzione del cosiddetto problema pare una sola: guarire.
E se guarire non fosse possibile, come affrontarlo?

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