slide-1-il-segno

Ho avuto tanto dalla vita, poichè non si può avere tutto, ho avuto l'handicap: questo è solo mio, un granello di sabbia scuro in una spiaggia dorata

Ho avuto tanto dalla vita, poichè non si può avere tutto, ho avuto l'handicap: questo è solo mio, un granello di sabbia scuro in una spiaggia dorata

Ho avuto tanto dalla vita, poichè non si può avere tutto, ho avuto l'handicap: questo è solo mio, un granello di sabbia scuro in una spiaggia dorata

Ho avuto tanto dalla vita, poichè non si può avere tutto, ho avuto l'handicap: questo è solo mio, un granello di sabbia scuro in una spiaggia dorata

Ho avuto tanto dalla vita, poichè non si può avere tutto, ho avuto l'handicap: questo è solo mio, un granello di sabbia scuro in una spiaggia dorata

Slide-2-Il-respiro-della-luce
slide-3-In-compagnia-della-solitudine

Personale di Santina Portelli:
"Siamo come tele bianche" mostra organizzata dal 5 Novembre al

Siamo come tele bianche

Mostra Organizzata presso il Museo MIIT di Torino dal 5 al 20 novembre 2021

“Ogni essere umano quando viene al mondo è come se fosse una tela bianca, si sa da dove parte, ma non il suo percorso né la sua fine. Il mistero è il bello della sua esistenza. Così è anche per un artista, quando egli si mette davanti ad una tela c’è solo lui, la tela e il bianco… L’artista si deve ascoltare per mettere qualsiasi altro colore, ma mentre dipinge intrecci di sensazioni si susseguono e attraversano lui e la sua tela.
Ciò che si è vissuto, che ci ha contaminato è spesso un bagaglio ingombrante, ma ricco, perché allora pensare di farne a meno? Forse si ha paura di non rimanere puri nell’espressione artistica?
Il tassello della propria esistenza fa parte di un progetto ampio misterioso. Quanti cammini s’intrecciano nella nostra vita e quanti ne lasciano un’impronta? Che purtroppo a volte si cancella totalmente? Così è la tela, il mistero è trovare la propria impronta, ogni artista affida alla tela il suo sentiero. Il mistero e la trasformazione di un’opera è la metafora della vita, che nasce non scritta, ma certo ispirata, l’essere umano vuole trovare la propria ispirazione, la propria vocazione alla vita, la propria dimensione.”

Personale di Santina Portelli:
"La Risalita..." presso il Teatro della Cooperativa di Via Hermada 8 Milano

D’improvviso nella notte, in fondo in fondo a me, intravedo una luce, che lentamente acquista forza ed intensità, diventa sempre più nitida ed io intuisco che mi devo aggrappare a lei per risorgere e così ho fatto. Mi sono sentita pronta ad una mia rinascita leggerissima e piena di speranza, da lì ho capito che ogni buio più buio, ha sempre uno spiraglio di luce e tutti noi ci possiamo aggrappare, tutti noi possiamo risalire da lì.

La risalita, Santina Portelli

Dal 15 al 28 giugno il foyer del Teatro della Cooperativa di via Hermada ospiterà la mostra personale della pittrice Santina Portelli, artista tetraplegica spastica residente nel quartiere Niguarda. L’esposizione raccoglie i lavori che appartengono all’ultima fase artistica, quella degli ultimi sette anni della sua produzione. Le opere esposte mostrano la sua predilezione per il mare – trasposto sulla tela nelle sue variazioni statiche e cromatiche – e per i grandi spazi. Una pittura fatta di pennellate intense ma lievi, trasparenti, e sempre in “movimento” che si esprime nella dialettica dello scontro, dell’urlo, del grido, della rabbia e della provocazione: dipingere è per Santina Portelli lo strumento per comunicare, cercando di far fermare lo sguardo su di sé, di porre delle domande, attraverso una pittura simbolica, con colori stridenti, scuri e tele appositamente non curate, fatte di getto. Per Santina Portelli dipingere è agire, in un’armonia con sé stessi, dove non si ha più paura della figura umana, presente nei nuovi dipinti e nelle ceramiche.

l’Espresso, intervista a Santina Portelli

clicca per leggere l’intervista

Internazionale Italia Arte:
la mostra “Internazionale Italia Arte 2020”, che si terrà al Museo MIIT di Torino DAL 23 AL 31 OTTOBRE 2020

mostra-personale-santina-portelli-Museo-MIIT-Torino

Internazionale Italia Arte

La rivista internazionale Italia Arte, la Galleria Folco curano e presentano la mostra “Internazionale Italia Arte 2020”, che si terrà al Museo MIIT di Torino DAL 23 AL 31 OTTOBRE 2020

Si è inaugurata con successo e interessa da parte del pubblico e dei collezionisti la mostra INTERNAZIONALE ITALIA ARTE, ormai una tradizione consolidata, giunta alla sua decima edizione dopo i successi degli scorsi anni, che hanno visto la partecipazione di circa 1.000 artisti provenienti da oltre 50 Paesi del mondo e la presenza di migliaia di visitatori. In mostra opere selezionate di Maestri contemporanei di fama internazionale italiani e stranieri. Tra gli artisti presenti in mostra, autori provenienti, da Italia, Argentina, Messico, Svizzera, Giappone, Germania, Francia, Olanda, Russia, Spagna e numerosi altri Paesi.

All’inaugurazione hanno presenziato il Direttore del Museo MIIT di Torino Guido Folco e alcuni membri del Comitato Scientifico del MIIT che hanno potuto apprezzare l’alta qualità dei lavori presentati, oltre a un nutrito gruppo di artisti  e appassionati.

L’orario continuato del vernissage, dalle 15.30 alle 20.30 ha permesso un’affluenza misurata del pubblico di visitatori e una maggiore possibilità di soffermarsi sui singoli lavori degli artisti presenti, dedicando tempo e interesse alle diverse realtà in mostra.In esposizione opere di pittura, fotografia, arte digitale, scultura, installazioni, video.

L’Infinito nell’arte:
Mostra organizzata dal 29 Gennaio al 12 Febbraio 2020 Presso Museo MIIT "L'infinito nell'Arte" Dal reale all’astratto lo spazio diventa metafora della ricerca dell’Uomo e degli Artisti

Locandina-infinito-Museo-MIT

L’infinito nell’Arte

Mostra organizzata dal 29 Gennaio al 12 Febbraio 2020
Presso Museo MIIT “L’infinito nell’Arte” Dal reale all’astratto lo spazio diventa metafora della ricerca dell’Uomo e degli Artisti

Mi hanno fatto conoscere a scuola le poesie di Giacomo Leopardi che ero una ragazzina poco più di 13 anni, le sue opere dovevano avere il compito di dare una risposta a tutti i miei perché circa la mia disabilità e secondo i miei insegnanti consolarmi attraverso i suoi canti.
Proprio per questo quando mi è stato chiesto di dipingere un quadro per i 200 anni della poesia “Infinito” di Giacomo Leopardi non mi è sembrato vero, il mio primo pensiero è stato: “figurati se mi lascio scappare questa occasione”.
Ho amato troppo Leopardi fin dalla mia prima adolescenza e la cosa curiosa è stata che mi sembrava di conoscerlo talmente bene da sentire cosa si agitava in lui, nel suo spirito e su cosa non si sentiva capito. Penso di aver intuito buona parte delle sue sensazioni: nel sentirsi emarginato e per di più la sua rabbia nel sentirsi incompreso.
Questa tela, che mi vedete dipingere, l’ho incontrata bianca ed ho pensato subito all’Infinito, forse per questa sua forma rotonda così perfetta…
Ho deciso di dipingere dietro il telaio come metafora per uscire dai limiti e dagli schemi, ad olio per osare e rendere materica l’aria, senza cornice perché l’infinito non si può ingabbiare, con colori in movimento “quasi spastici” perché l’infinito non è mai eguale a sé stesso, con quella piccola sedia “in pizzo” al mondo per osservare, ma soprattutto abbracciare e farsi abbracciare dall’Infinito.